{"id":3626,"date":"2026-07-13T22:41:09","date_gmt":"2026-07-13T20:41:09","guid":{"rendered":"https:\/\/rootmail.it\/courses\/lpic-1-exam-101-010-160-corso-completo-in-italiano\/lessons\/102-1-progettare-il-layout-del-disco-rigido\/"},"modified":"2026-07-20T21:55:30","modified_gmt":"2026-07-20T19:55:30","slug":"102-1-progettare-il-layout-del-disco-rigido","status":"publish","type":"lesson","link":"https:\/\/rootmail.it\/en\/courses\/lpic-1-exam-1-101-500-corso-completo-in-italiano\/lessons\/102-1-progettare-il-layout-del-disco-rigido\/","title":{"rendered":"102.1 Progettare il layout del disco rigido"},"content":{"rendered":"<h2>102.1 Progettare il layout del disco rigido<\/h2>\n<p>Prima di installare un sistema Linux \u00e8 fondamentale pianificare correttamente l&#8217;organizzazione del disco. Una progettazione accurata del layout delle partizioni consente di realizzare sistemi pi\u00f9 sicuri, performanti e semplici da amministrare, oltre a facilitare future operazioni di manutenzione, aggiornamento e recupero dei dati.<\/p>\n<p>La scelta dello schema di partizionamento, delle dimensioni delle partizioni e del loro utilizzo influisce direttamente sulla flessibilit\u00e0 e sull&#8217;affidabilit\u00e0 del sistema. Per questo motivo \u00e8 importante comprendere le differenze tra le varie tipologie di partizioni e conoscere le best practice adottate dagli amministratori di sistema.<\/p>\n<p>In questa lezione scoprirai come progettare il layout di un disco rigido per un&#8217;installazione Linux, analizzando gli schemi di partizionamento pi\u00f9 diffusi, il ruolo della memoria di swap e le principali directory che possono essere collocate su partizioni dedicate.<\/p>\n<blockquote>\n<p><strong>\ud83d\udca1 Exam Tip<\/strong> La progettazione del layout del disco \u00e8 uno degli argomenti fondamentali dell&#8217;esame LPIC-1 Exam 101. \u00c8 importante conoscere le differenze tra <strong>MBR<\/strong> e <strong>GPT<\/strong>, il ruolo della partizione <strong>swap<\/strong>, le tipologie di partizioni e i principali punti di mount utilizzati nelle installazioni Linux.<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h2>\ud83c\udfaf Obiettivi della lezione<\/h2>\n<p>Al termine di questa lezione sarai in grado di:<\/p>\n<ul>\n<li>comprendere i principi fondamentali del partizionamento dei dischi;<\/li>\n<li>distinguere gli schemi di partizionamento MBR e GPT;<\/li>\n<li>riconoscere le diverse tipologie di partizioni utilizzate in Linux;<\/li>\n<li>comprendere il ruolo della memoria di swap;<\/li>\n<li>progettare un layout del disco in base alle esigenze del sistema;<\/li>\n<li>identificare le principali directory che possono essere ospitate su partizioni dedicate.<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<h2>102.1.1 Comprendere i principali filesystem e punti di mount<\/h2>\n<p>Uno degli aspetti fondamentali nella progettazione del layout di un disco Linux consiste nel decidere come organizzare i diversi filesystem. A differenza di altri sistemi operativi, Linux utilizza una <strong>struttura gerarchica unica<\/strong>, nella quale tutti i file e le directory fanno parte dello stesso albero che ha origine nella directory radice (<code>\/<\/code>).<\/p>\n<p>Durante l&#8217;installazione del sistema \u00e8 possibile scegliere se utilizzare un&#8217;unica partizione oppure distribuire alcune directory su partizioni dedicate. Questa scelta pu\u00f2 migliorare la sicurezza, le prestazioni e la facilit\u00e0 di amministrazione del sistema.<\/p>\n<p>Le directory pi\u00f9 importanti che possono essere collocate su filesystem separati sono <code>\/<\/code>, <code>\/boot<\/code>, <code>\/home<\/code> e <code>\/var<\/code>. Nei sistemi moderni che utilizzano UEFI \u00e8 inoltre presente la <strong>EFI System Partition (ESP)<\/strong>, indispensabile per il processo di avvio.<\/p>\n<blockquote>\n<p><strong>\ud83d\udca1 Exam Tip<\/strong> Per l&#8217;esame LPIC-1 \u00e8 importante conoscere lo scopo delle principali directory del filesystem Linux e sapere quali vengono comunemente collocate su partizioni dedicate durante l&#8217;installazione del sistema.<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h3>Il filesystem radice (\/)<\/h3>\n<p>Il <strong>filesystem radice<\/strong>, identificato dalla directory <code>\/<\/code>, rappresenta il punto di partenza dell&#8217;intera struttura del filesystem Linux.<\/p>\n<p>Tutte le altre directory del sistema derivano dalla radice, formando un&#8217;unica struttura ad albero.<\/p>\n<p>All&#8217;interno del filesystem radice sono normalmente presenti directory fondamentali come:<\/p>\n<ul>\n<li><code>\/bin<\/code> e <code>\/sbin<\/code> per gli eseguibili di sistema;<\/li>\n<li><code>\/etc<\/code> per i file di configurazione;<\/li>\n<li><code>\/usr<\/code> per programmi e librerie;<\/li>\n<li><code>\/var<\/code>, <code>\/home<\/code> e <code>\/boot<\/code>, che possono anche risiedere su partizioni dedicate.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In installazioni semplici l&#8217;intero sistema pu\u00f2 essere contenuto in un&#8217;unica partizione montata come <code>\/<\/code>. Nei server, invece, \u00e8 frequente separare alcune directory per migliorare la gestione dello spazio e aumentare la sicurezza.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Il filesystem \/var<\/h3>\n<p>La directory <code>\/var<\/code> contiene dati che cambiano frequentemente durante il funzionamento del sistema.<\/p>\n<p>Tra questi troviamo:<\/p>\n<ul>\n<li>file di log (<code>\/var\/log<\/code>);<\/li>\n<li>cache delle applicazioni;<\/li>\n<li>database temporanei;<\/li>\n<li>code di stampa;<\/li>\n<li>spool della posta elettronica.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Poich\u00e9 questi dati possono crescere rapidamente, molti amministratori scelgono di dedicare una partizione separata a <code>\/var<\/code>. In questo modo un improvviso esaurimento dello spazio non compromette il filesystem principale.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Il filesystem \/home<\/h3>\n<p>La directory <code>\/home<\/code> contiene le directory personali degli utenti.<\/p>\n<p>Al suo interno vengono memorizzati:<\/p>\n<ul>\n<li>documenti e file personali;<\/li>\n<li>file nascosti di configurazione (ad esempio <code>.bashrc<\/code>);<\/li>\n<li>preferenze delle applicazioni;<\/li>\n<li>dati dell&#8217;utente.<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u00c8 molto comune dedicare una partizione separata a <code>\/home<\/code>, poich\u00e9 ci\u00f2 consente di reinstallare il sistema operativo mantenendo intatti i dati degli utenti.<\/p>\n<blockquote>\n<p><strong>\ud83d\udccc Da ricordare<\/strong> Separare <code>\/home<\/code> dal filesystem principale semplifica notevolmente gli aggiornamenti e la reinstallazione del sistema operativo.<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h3>Il filesystem \/boot<\/h3>\n<p>La directory <code>\/boot<\/code> contiene tutti i file necessari per l&#8217;avvio del sistema Linux.<\/p>\n<p>Tra questi troviamo:<\/p>\n<ul>\n<li>le immagini del kernel Linux (<code>vmlinuz<\/code>);<\/li>\n<li>l&#8217;initramfs;<\/li>\n<li>i file di configurazione del bootloader (ad esempio GRUB).<\/li>\n<\/ul>\n<p>In alcune configurazioni, soprattutto sui server o nei sistemi con crittografia del disco, <code>\/boot<\/code> viene collocato su una partizione dedicata.<\/p>\n<p>Questo garantisce che il bootloader possa accedere ai file necessari anche quando il filesystem principale \u00e8 cifrato.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>La EFI System Partition (ESP)<\/h3>\n<p>Nei computer che utilizzano il firmware <strong>UEFI<\/strong>, \u00e8 presente una partizione speciale chiamata <strong>EFI System Partition (ESP)<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa partizione \u00e8 formattata con filesystem <strong>FAT32<\/strong> e contiene i file eseguibili utilizzati dal firmware UEFI per avviare i sistemi operativi installati.<\/p>\n<p>Generalmente viene montata in:<\/p>\n<pre><code>\/boot\/efi<\/code><\/pre>\n<p>oppure, in alcune distribuzioni:<\/p>\n<pre><code>\/efi<\/code><\/pre>\n<p>Senza una EFI System Partition correttamente configurata, un sistema installato in modalit\u00e0 UEFI non pu\u00f2 essere avviato.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Confronto dei principali filesystem<\/h3>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Filesystem<\/th>\n<th>Funzione principale<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td><code>\/<\/code><\/td>\n<td>Filesystem radice contenente l&#8217;intera struttura del sistema.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><code>\/boot<\/code><\/td>\n<td>Kernel, initramfs e file del bootloader.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><code>\/home<\/code><\/td>\n<td>Dati personali e configurazioni degli utenti.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><code>\/var<\/code><\/td>\n<td>Log, cache e dati variabili del sistema.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>ESP<\/td>\n<td>Partizione UEFI contenente i file di avvio del firmware.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<blockquote>\n<p><strong>\u26a0\ufe0f Errore comune<\/strong> Molti principianti confondono la directory <code>\/boot<\/code> con la EFI System Partition. In realt\u00e0 <code>\/boot<\/code> \u00e8 una directory del filesystem Linux, mentre la <strong>ESP<\/strong> \u00e8 una partizione separata utilizzata esclusivamente dai sistemi UEFI.<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h3>Best Practice<\/h3>\n<p>Nelle installazioni desktop \u00e8 spesso sufficiente utilizzare una singola partizione per il filesystem radice e una partizione EFI (nei sistemi UEFI). Nei server, invece, \u00e8 consigliabile separare directory come <code>\/home<\/code>, <code>\/var<\/code> e talvolta <code>\/boot<\/code>, cos\u00ec da migliorare la sicurezza, semplificare la manutenzione e limitare l&#8217;impatto di eventuali problemi di spazio su disco.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Riepilogo<\/h3>\n<ul>\n<li>Il filesystem <code>\/<\/code> rappresenta la radice dell&#8217;intera struttura Linux.<\/li>\n<li><code>\/home<\/code> contiene i dati personali degli utenti.<\/li>\n<li><code>\/var<\/code> ospita dati variabili come log e cache.<\/li>\n<li><code>\/boot<\/code> contiene kernel, initramfs e file del bootloader.<\/li>\n<li>La <strong>EFI System Partition (ESP)<\/strong> \u00e8 necessaria per l&#8217;avvio dei sistemi UEFI.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>102.1.2 Allocare i filesystem e la memoria di swap<\/h2>\n<p>Una volta compresa la struttura del filesystem Linux, il passo successivo consiste nel decidere come suddividere il disco tra le diverse partizioni. Una corretta allocazione dei filesystem e della memoria di <strong>swap<\/strong> consente di ottenere un sistema pi\u00f9 stabile, semplice da amministrare e in grado di gestire in modo efficiente le risorse disponibili.<\/p>\n<p>La progettazione del layout del disco dipende dal tipo di utilizzo del sistema. Un computer desktop, un server web o un database possono infatti richiedere configurazioni differenti.<\/p>\n<blockquote>\n<p><strong>\ud83d\udca1 Exam Tip<\/strong> Per l&#8217;esame LPIC-1 \u00e8 importante conoscere il ruolo della memoria <strong>swap<\/strong>, sapere quando utilizzare partizioni dedicate e comprendere i vantaggi della separazione dei filesystem.<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h3>La memoria di swap<\/h3>\n<p>La <strong>swap<\/strong> \u00e8 un&#8217;area del disco utilizzata come <strong>memoria virtuale<\/strong>. Quando la RAM disponibile si esaurisce, il kernel pu\u00f2 spostare nella swap le pagine di memoria utilizzate meno frequentemente, liberando spazio per i processi attivi.<\/p>\n<p>\u00c8 importante ricordare che la swap non sostituisce la memoria RAM: essendo basata su disco, \u00e8 significativamente pi\u00f9 lenta. Il suo scopo principale \u00e8 evitare che il sistema interrompa improvvisamente i processi quando la memoria fisica \u00e8 insufficiente.<\/p>\n<p>La swap viene utilizzata anche in alcune configurazioni per supportare l&#8217;<strong>ibernazione<\/strong> del sistema, che salva il contenuto della RAM sul disco prima dello spegnimento.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Dimensionare la partizione di swap<\/h3>\n<p>In passato era comune dedicare alla swap uno spazio pari al doppio della memoria RAM installata. Questa regola era nata quando i computer disponevano di quantit\u00e0 molto limitate di memoria.<\/p>\n<p>Oggi, grazie alla maggiore disponibilit\u00e0 di RAM, questa indicazione non \u00e8 pi\u00f9 sempre valida.<\/p>\n<p>Indicativamente:<\/p>\n<ul>\n<li>sistemi con poca RAM possono beneficiare di una swap di dimensioni pari o superiori alla RAM;<\/li>\n<li>sistemi moderni con molta RAM possono utilizzare una swap pi\u00f9 contenuta;<\/li>\n<li>se si desidera utilizzare l&#8217;ibernazione, la swap dovrebbe essere almeno pari alla quantit\u00e0 di RAM installata.<\/li>\n<\/ul>\n<blockquote>\n<p><strong>\ud83d\udccc Da ricordare<\/strong> L&#8217;LPIC-1 richiede di conoscere la regola tradizionale (swap pari o doppia rispetto alla RAM), ma \u00e8 utile sapere che nei sistemi moderni il dimensionamento dipende dal carico di lavoro e dall&#8217;utilizzo previsto.<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h3>Partizione di swap o file di swap<\/h3>\n<p>Tradizionalmente Linux utilizza una <strong>partizione dedicata<\/strong> per la swap.<\/p>\n<p>Nelle distribuzioni moderne \u00e8 per\u00f2 sempre pi\u00f9 comune utilizzare un <strong>file di swap<\/strong>, che offre maggiore flessibilit\u00e0 e pu\u00f2 essere ridimensionato senza modificare il partizionamento del disco.<\/p>\n<p>Entrambe le soluzioni sono supportate dal kernel Linux.<\/p>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Soluzione<\/th>\n<th>Vantaggi<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Partizione di swap<\/td>\n<td>Tradizionale, semplice e sempre disponibile.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>File di swap<\/td>\n<td>Pi\u00f9 flessibile e facilmente ridimensionabile.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<hr \/>\n<h3>Allocare i filesystem su partizioni dedicate<\/h3>\n<p>Durante la progettazione del layout del disco \u00e8 possibile collocare alcune directory importanti su partizioni separate.<\/p>\n<p>Questa scelta offre numerosi vantaggi:<\/p>\n<ul>\n<li>maggiore isolamento dei dati;<\/li>\n<li>migliore gestione dello spazio disponibile;<\/li>\n<li>semplificazione delle operazioni di backup e ripristino;<\/li>\n<li>riduzione dell&#8217;impatto di eventuali problemi su una singola partizione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ad esempio, se la directory <code>\/var<\/code> cresce fino a occupare tutto lo spazio disponibile, una partizione separata impedir\u00e0 che il filesystem principale venga completamente riempito, evitando il blocco dell&#8217;intero sistema.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, mantenere <code>\/home<\/code> su una partizione dedicata permette di reinstallare il sistema operativo senza perdere i dati personali degli utenti.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Esempio di layout<\/h3>\n<p>Una possibile organizzazione del disco potrebbe essere la seguente:<\/p>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Partizione<\/th>\n<th>Funzione<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td><code>\/boot<\/code><\/td>\n<td>File necessari all&#8217;avvio del sistema.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><code>\/<\/code><\/td>\n<td>Filesystem principale.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><code>\/home<\/code><\/td>\n<td>Dati degli utenti.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><code>\/var<\/code><\/td>\n<td>Log e dati variabili.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>swap<\/td>\n<td>Memoria virtuale.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Naturalmente il layout ideale dipende dal tipo di sistema e dalle esigenze operative.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Best Practice<\/h3>\n<p>Per un computer desktop \u00e8 spesso sufficiente utilizzare una partizione principale, una partizione EFI (nei sistemi UEFI) e una piccola area di swap.<\/p>\n<p>Nei server, invece, \u00e8 consigliabile separare filesystem come <code>\/var<\/code> e <code>\/home<\/code>, cos\u00ec da migliorare l&#8217;affidabilit\u00e0 del sistema e semplificare le operazioni di manutenzione.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Riepilogo<\/h3>\n<ul>\n<li>La <strong>swap<\/strong> fornisce memoria virtuale quando la RAM \u00e8 insufficiente.<\/li>\n<li>Nei sistemi moderni la dimensione della swap dipende dal carico di lavoro e dall&#8217;eventuale utilizzo dell&#8217;ibernazione.<\/li>\n<li>Linux supporta sia partizioni di swap sia file di swap.<\/li>\n<li>Separare i filesystem migliora sicurezza, gestione dello spazio e manutenzione del sistema.<\/li>\n<li>Un corretto layout del disco rappresenta uno degli aspetti fondamentali nella progettazione di un sistema Linux.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>102.1.3 Progettare il layout del disco in base all&#8217;utilizzo del sistema<\/h2>\n<p>Non esiste un unico schema di partizionamento valido per tutti i sistemi Linux. Il layout del disco deve essere progettato in funzione del ruolo che il computer svolger\u00e0 e del tipo di dati che dovr\u00e0 gestire.<\/p>\n<p>Un computer desktop, un server web o un server database hanno esigenze molto diverse in termini di spazio, prestazioni, sicurezza e manutenzione. Per questo motivo \u00e8 importante pianificare il partizionamento prima dell&#8217;installazione del sistema operativo.<\/p>\n<blockquote>\n<p><strong>\ud83d\udca1 Exam Tip<\/strong> Per l&#8217;esame LPIC-1 \u00e8 importante sapere che il layout del disco deve essere adattato all&#8217;utilizzo previsto del sistema. Non esiste una configurazione universale valida per tutti gli scenari.<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h3>Desktop e workstation<\/h3>\n<p>Nei computer destinati all&#8217;uso personale, gli utenti memorizzano principalmente:<\/p>\n<ul>\n<li>documenti;<\/li>\n<li>immagini e fotografie;<\/li>\n<li>video;<\/li>\n<li>musica;<\/li>\n<li>file di configurazione personali.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per questo motivo \u00e8 generalmente consigliabile dedicare una partizione separata a <code>\/home<\/code>, che contiene tutti i dati degli utenti.<\/p>\n<p>Questa scelta offre diversi vantaggi:<\/p>\n<ul>\n<li>consente di reinstallare Linux senza perdere i dati personali;<\/li>\n<li>semplifica il backup delle cartelle degli utenti;<\/li>\n<li>riduce il rischio che un problema del sistema operativo comprometta i file personali.<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<h3>Server<\/h3>\n<p>Nei server il layout del disco dipende dal servizio che il sistema dovr\u00e0 fornire.<\/p>\n<p>Ad esempio:<\/p>\n<ul>\n<li>un <strong>web server<\/strong> genera grandi quantit\u00e0 di file di log e pu\u00f2 beneficiare di una partizione dedicata per <code>\/var<\/code>;<\/li>\n<li>un <strong>file server<\/strong> necessita di molto spazio per i dati condivisi e pu\u00f2 utilizzare una grande partizione dedicata a <code>\/home<\/code> oppure <code>\/srv<\/code>;<\/li>\n<li>un <strong>mail server<\/strong> pu\u00f2 richiedere una partizione dedicata per la posta elettronica e i relativi log.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Separare questi filesystem rende pi\u00f9 semplice monitorare lo spazio disponibile e limita l&#8217;impatto di eventuali problemi.<\/p>\n<blockquote>\n<p><strong>\ud83d\udccc Da ricordare<\/strong> Una partizione <code>\/var<\/code> dedicata impedisce che la crescita incontrollata dei file di log riempia il filesystem principale.<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h3>Server database<\/h3>\n<p>I server che ospitano database rappresentano un caso particolare.<\/p>\n<p>Le basi di dati effettuano un numero molto elevato di operazioni di lettura e scrittura su disco, per cui \u00e8 spesso consigliabile dedicare una partizione (o addirittura un disco separato) esclusivamente ai file del database.<\/p>\n<p>Questa soluzione offre diversi vantaggi:<\/p>\n<ul>\n<li>migliora le prestazioni di I\/O;<\/li>\n<li>semplifica i backup;<\/li>\n<li>riduce il rischio che altri servizi esauriscano lo spazio disponibile;<\/li>\n<li>facilita la manutenzione e l&#8217;espansione dello storage.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In molti ambienti professionali, inoltre, i database vengono ospitati su dispositivi SSD o sistemi di storage dedicati per garantire prestazioni elevate.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Esempi di layout<\/h3>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Tipo di sistema<\/th>\n<th>Partizioni consigliate<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Desktop<\/td>\n<td><code>\/<\/code>, <code>\/home<\/code>, <code>swap<\/code>, ESP (UEFI)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Web Server<\/td>\n<td><code>\/<\/code>, <code>\/var<\/code>, <code>swap<\/code>, ESP<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>File Server<\/td>\n<td><code>\/<\/code>, <code>\/srv<\/code> o <code>\/home<\/code>, <code>swap<\/code>, ESP<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Database Server<\/td>\n<td><code>\/<\/code>, partizione dedicata ai database, <code>swap<\/code>, ESP<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<hr \/>\n<h3>Best Practice<\/h3>\n<p>Prima di installare Linux valuta sempre il ruolo che il sistema dovr\u00e0 svolgere. Progettare correttamente il layout del disco fin dall&#8217;inizio permette di semplificare la gestione dello spazio, migliorare le prestazioni e ridurre gli interventi di manutenzione futuri.<\/p>\n<p>Nei sistemi di produzione \u00e8 buona pratica separare i dati degli utenti e quelli delle applicazioni dal filesystem principale, cos\u00ec da limitare l&#8217;impatto di eventuali problemi e facilitare backup e ripristino.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Riepilogo<\/h3>\n<ul>\n<li>Il layout del disco deve essere progettato in funzione dell&#8217;utilizzo previsto del sistema.<\/li>\n<li>Nei desktop \u00e8 consigliabile dedicare una partizione a <code>\/home<\/code>.<\/li>\n<li>Nei server \u00e8 spesso utile separare filesystem come <code>\/var<\/code> o <code>\/srv<\/code>.<\/li>\n<li>I server database beneficiano di uno storage dedicato per migliorare prestazioni e gestione.<\/li>\n<li>Una corretta pianificazione del partizionamento rende il sistema pi\u00f9 affidabile, sicuro e semplice da amministrare.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>102.1.4 La partizione \/boot e i requisiti dell&#8217;architettura hardware<\/h2>\n<p>Affinch\u00e9 un sistema Linux possa avviarsi correttamente, il firmware del computer deve essere in grado di individuare il bootloader e caricare il kernel del sistema operativo. Per questo motivo, durante la progettazione del layout del disco \u00e8 importante comprendere il ruolo della directory <code>\/boot<\/code> e della <strong>EFI System Partition (ESP)<\/strong> nei sistemi moderni.<\/p>\n<p>La configurazione della partizione di avvio dipende principalmente dall&#8217;architettura del firmware utilizzata dal computer: <strong>BIOS Legacy<\/strong> oppure <strong>UEFI<\/strong>.<\/p>\n<blockquote>\n<p><strong>\ud83d\udca1 Exam Tip<\/strong> Per l&#8217;esame LPIC-1 \u00e8 fondamentale conoscere la differenza tra una partizione <code>\/boot<\/code> e una <strong>EFI System Partition (ESP)<\/strong>. Nei sistemi UEFI entrambe possono essere presenti, ma svolgono funzioni differenti.<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h3>La partizione \/boot<\/h3>\n<p>La directory <code>\/boot<\/code> contiene i file necessari all&#8217;avvio del sistema Linux.<\/p>\n<p>Tra questi troviamo:<\/p>\n<ul>\n<li>le immagini del kernel Linux (<code>vmlinuz<\/code>);<\/li>\n<li>l&#8217;initramfs utilizzato durante le prime fasi del boot;<\/li>\n<li>i file di configurazione del bootloader (ad esempio GRUB).<\/li>\n<\/ul>\n<p>In molte installazioni desktop moderne <code>\/boot<\/code> \u00e8 semplicemente una directory del filesystem principale.<\/p>\n<p>Tuttavia, in alcuni scenari \u00e8 consigliabile creare una partizione dedicata, ad esempio:<\/p>\n<ul>\n<li>quando il filesystem principale \u00e8 cifrato;<\/li>\n<li>quando si utilizzano configurazioni RAID particolari;<\/li>\n<li>su sistemi server che richiedono una maggiore flessibilit\u00e0 amministrativa.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Una partizione <code>\/boot<\/code> separata permette infatti al bootloader di accedere facilmente ai file necessari per l&#8217;avvio del sistema.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>BIOS Legacy e UEFI<\/h3>\n<p>Il tipo di firmware installato sul computer determina il metodo utilizzato per avviare il sistema operativo.<\/p>\n<p>Nei sistemi tradizionali con <strong>BIOS Legacy<\/strong>, il firmware carica il bootloader presente sul disco, che a sua volta provvede ad avviare il kernel Linux.<\/p>\n<p>Nei sistemi moderni con <strong>UEFI<\/strong>, invece, il firmware legge direttamente una speciale partizione denominata <strong>EFI System Partition (ESP)<\/strong>, all&#8217;interno della quale sono memorizzati i programmi di avvio dei sistemi operativi installati.<\/p>\n<p>La ESP \u00e8 normalmente formattata con filesystem <strong>FAT32<\/strong> ed \u00e8 generalmente montata in:<\/p>\n<pre><code>\/boot\/efi<\/code><\/pre>\n<p>oppure, in alcune distribuzioni:<\/p>\n<pre><code>\/efi<\/code><\/pre>\n<blockquote>\n<p><strong>\ud83d\udccc Da ricordare<\/strong> La directory <code>\/boot<\/code> e la EFI System Partition non sono la stessa cosa. La prima contiene kernel e bootloader di Linux, mentre la seconda \u00e8 una partizione speciale utilizzata dal firmware UEFI.<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h3>Dimensione consigliata delle partizioni<\/h3>\n<p>La dimensione della partizione <code>\/boot<\/code> dipende principalmente dal numero di kernel che si desidera conservare.<\/p>\n<p>Generalmente sono sufficienti:<\/p>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Partizione<\/th>\n<th>Dimensione consigliata<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td><code>\/boot<\/code><\/td>\n<td>Da 200 MB a 1 GB<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>EFI System Partition (ESP)<\/td>\n<td>Da 100 MB a 512 MB<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Le distribuzioni Linux moderne mantengono spesso pi\u00f9 versioni del kernel installate contemporaneamente, rendendo consigliabile prevedere uno spazio leggermente superiore rispetto al minimo indispensabile.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Quando creare una partizione \/boot dedicata?<\/h3>\n<p>Nella maggior parte dei computer desktop una partizione separata per <code>\/boot<\/code> non \u00e8 strettamente necessaria.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 per\u00f2 risultare utile nei seguenti casi:<\/p>\n<ul>\n<li>sistemi con disco completamente cifrato;<\/li>\n<li>server che utilizzano configurazioni RAID;<\/li>\n<li>sistemi multi-boot complessi;<\/li>\n<li>ambienti enterprise dove si desidera separare i file di avvio dal filesystem principale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La scelta dipende quindi dal livello di complessit\u00e0 del sistema e dalle esigenze amministrative.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Confronto tra BIOS Legacy e UEFI<\/h3>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>BIOS Legacy<\/th>\n<th>UEFI<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Utilizza il Master Boot Record (MBR).<\/td>\n<td>Utilizza una EFI System Partition.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Carica il bootloader dal disco.<\/td>\n<td>Carica direttamente i file EFI presenti nella ESP.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Non richiede una partizione EFI.<\/td>\n<td>Richiede una EFI System Partition formattata FAT32.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<blockquote>\n<p><strong>\u26a0\ufe0f Errore comune<\/strong> Molti utenti pensano che ogni installazione Linux debba avere una partizione <code>\/boot<\/code> separata. In realt\u00e0, nella maggior parte dei sistemi desktop \u00e8 sufficiente il filesystem principale e, se il firmware \u00e8 UEFI, una corretta EFI System Partition.<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h3>Best Practice<\/h3>\n<p>Nei sistemi moderni utilizza sempre lo schema di partizionamento pi\u00f9 adatto al firmware installato. Se il computer utilizza UEFI, assicurati che sia presente una EFI System Partition correttamente formattata e dimensionata. Nei server o nei sistemi con configurazioni avanzate valuta l&#8217;opportunit\u00e0 di creare una partizione <code>\/boot<\/code> dedicata.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Riepilogo<\/h3>\n<ul>\n<li>La directory <code>\/boot<\/code> contiene kernel, initramfs e file del bootloader.<\/li>\n<li>I sistemi UEFI richiedono una EFI System Partition (ESP).<\/li>\n<li>La ESP \u00e8 normalmente formattata con filesystem FAT32.<\/li>\n<li>Una partizione <code>\/boot<\/code> separata \u00e8 utile soprattutto in configurazioni avanzate.<\/li>\n<li>La progettazione del layout del disco deve tenere conto dell&#8217;architettura hardware e del firmware utilizzato.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>102.1.5 Le funzionalit\u00e0 di base di LVM (Logical Volume Management)<\/h2>\n<p>Uno dei limiti del partizionamento tradizionale \u00e8 la sua scarsa flessibilit\u00e0. Una volta create le partizioni, modificarne le dimensioni o aggiungere nuovo spazio pu\u00f2 risultare complesso e, in alcuni casi, richiedere la reinstallazione del sistema.<\/p>\n<p>Per superare queste limitazioni, Linux mette a disposizione <strong>LVM (Logical Volume Management)<\/strong>, un sistema di gestione dei volumi che separa lo spazio fisico del disco dalla struttura logica utilizzata dal sistema operativo.<\/p>\n<p>Grazie a LVM \u00e8 possibile creare, espandere e ridurre i volumi in modo molto pi\u00f9 semplice rispetto al partizionamento tradizionale, rendendo l&#8217;amministrazione dello storage pi\u00f9 flessibile e scalabile.<\/p>\n<blockquote>\n<p><strong>\ud83d\udca1 Exam Tip<\/strong> Per l&#8217;esame LPIC-1 \u00e8 importante conoscere i tre componenti fondamentali di LVM: <strong>Physical Volume (PV)<\/strong>, <strong>Volume Group (VG)<\/strong> e <strong>Logical Volume (LV)<\/strong>, oltre ai principali vantaggi offerti da questa tecnologia.<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h3>Che cos&#8217;\u00e8 LVM?<\/h3>\n<p><strong>LVM (Logical Volume Management)<\/strong> \u00e8 un sistema che permette di gestire lo spazio di archiviazione in maniera dinamica.<\/p>\n<p>Anzich\u00e9 utilizzare direttamente le partizioni fisiche del disco, LVM crea un livello di astrazione che consente di organizzare lo spazio disponibile in modo molto pi\u00f9 flessibile.<\/p>\n<p>Questo approccio rende possibile:<\/p>\n<ul>\n<li>aggiungere nuovi dischi senza modificare il filesystem;<\/li>\n<li>espandere o ridurre lo spazio disponibile;<\/li>\n<li>creare snapshot per il backup o il recupero dei dati;<\/li>\n<li>gestire grandi quantit\u00e0 di storage in modo pi\u00f9 semplice.<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<h3>L&#8217;architettura di LVM<\/h3>\n<p>LVM \u00e8 composto da tre elementi principali.<\/p>\n<h4>Physical Volume (PV)<\/h4>\n<p>Il <strong>Physical Volume<\/strong> rappresenta il livello fisico dello storage.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere:<\/p>\n<ul>\n<li>un intero disco;<\/li>\n<li>una partizione del disco;<\/li>\n<li>un dispositivo di archiviazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il PV costituisce il punto di partenza della struttura LVM.<\/p>\n<hr \/>\n<h4>Volume Group (VG)<\/h4>\n<p>Uno o pi\u00f9 Physical Volume vengono uniti per creare un <strong>Volume Group<\/strong>.<\/p>\n<p>Il Volume Group pu\u00f2 essere immaginato come un grande contenitore di spazio disponibile.<\/p>\n<p>Tutto lo spazio dei Physical Volume appartenenti allo stesso VG viene messo in comune e potr\u00e0 essere utilizzato per creare i volumi logici.<\/p>\n<blockquote>\n<p><strong>\ud83d\udccc Da ricordare<\/strong> Il <strong>Volume Group<\/strong> \u00e8 il &#8220;serbatoio&#8221; di spazio dal quale verranno creati i Logical Volume.<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h4>Logical Volume (LV)<\/h4>\n<p>Dal Volume Group vengono creati uno o pi\u00f9 <strong>Logical Volume<\/strong>.<\/p>\n<p>Un Logical Volume \u00e8 ci\u00f2 che il sistema operativo utilizza realmente per creare un filesystem.<\/p>\n<p>Per Linux un Logical Volume si comporta come una normale partizione, ma con il vantaggio di poter essere ridimensionato molto pi\u00f9 facilmente.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Schema di funzionamento<\/h3>\n<p>Il funzionamento di LVM pu\u00f2 essere rappresentato in questo modo:<\/p>\n<pre><code>\r\nDisco 1        Disco 2\r\n   \u2502              \u2502\r\n   \u25bc              \u25bc\r\n Physical Volume  Physical Volume\r\n        \u2502\r\n        \u2514\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u25ba Volume Group \u25c4\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2518\r\n                    \u2502\r\n        \u250c\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u253c\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2500\u2510\r\n        \u25bc           \u25bc           \u25bc\r\n   Logical Vol. Logical Vol. Logical Vol.\r\n        \u2502           \u2502           \u2502\r\n      ext4        xfs         swap\r\n<\/code><\/pre>\n<p>Questa struttura permette di utilizzare pi\u00f9 dischi come se fossero un&#8217;unica grande area di archiviazione.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Vantaggi di LVM<\/h3>\n<p>L&#8217;utilizzo di LVM offre numerosi vantaggi rispetto al partizionamento tradizionale.<\/p>\n<h4>Scalabilit\u00e0<\/h4>\n<p>\u00c8 possibile aggiungere nuovi dischi a un Volume Group senza reinstallare il sistema.<\/p>\n<p>Lo spazio aggiuntivo diventa immediatamente disponibile per la creazione o l&#8217;espansione dei Logical Volume.<\/p>\n<h4>Ridimensionamento dei volumi<\/h4>\n<p>Uno dei principali vantaggi di LVM \u00e8 la possibilit\u00e0 di modificare le dimensioni dei Logical Volume.<\/p>\n<p>Ad esempio \u00e8 possibile:<\/p>\n<ul>\n<li>espandere un filesystem quando lo spazio disponibile sta terminando;<\/li>\n<li>ridurre un volume (quando supportato dal filesystem);<\/li>\n<li>allocare dinamicamente lo spazio disponibile.<\/li>\n<\/ul>\n<h4>Snapshot<\/h4>\n<p>LVM permette di creare <strong>snapshot<\/strong>, ovvero copie istantanee dello stato di un Logical Volume.<\/p>\n<p>Gli snapshot vengono utilizzati principalmente per:<\/p>\n<ul>\n<li>backup consistenti;<\/li>\n<li>aggiornamenti di sistema;<\/li>\n<li>test e recupero dati.<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<h3>Quando utilizzare LVM?<\/h3>\n<p>LVM \u00e8 particolarmente indicato nei seguenti scenari:<\/p>\n<ul>\n<li>server con elevata crescita dello spazio disco;<\/li>\n<li>ambienti virtualizzati;<\/li>\n<li>database;<\/li>\n<li>server aziendali;<\/li>\n<li>sistemi che richiedono snapshot frequenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per piccoli computer desktop o sistemi embedded pu\u00f2 invece essere sufficiente il tradizionale partizionamento.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Confronto tra partizionamento tradizionale e LVM<\/h3>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Partizionamento tradizionale<\/th>\n<th>LVM<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td>Partizioni con dimensioni fisse.<\/td>\n<td>Volumi facilmente ridimensionabili.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Espansione complessa.<\/td>\n<td>Espansione semplice e dinamica.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Nessun supporto agli snapshot.<\/td>\n<td>Supporto agli snapshot.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Gestione diretta delle partizioni.<\/td>\n<td>Livello di astrazione tra disco e filesystem.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<blockquote>\n<p><strong>\u26a0\ufe0f Errore comune<\/strong> Molti principianti credono che LVM sostituisca il filesystem. In realt\u00e0 LVM gestisce solamente i volumi di archiviazione. Sopra un Logical Volume sar\u00e0 comunque necessario creare un filesystem, ad esempio ext4 o XFS.<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h3>Best Practice<\/h3>\n<p>LVM rappresenta oggi la soluzione consigliata nella maggior parte dei server Linux, grazie alla sua flessibilit\u00e0 e alla possibilit\u00e0 di espandere facilmente lo spazio disponibile. Nei sistemi desktop pu\u00f2 non essere indispensabile, ma conoscere il suo funzionamento \u00e8 una competenza fondamentale per qualsiasi amministratore Linux.<\/p>\n<hr \/>\n<h3>Riepilogo<\/h3>\n<ul>\n<li>LVM introduce un livello di astrazione tra disco fisico e filesystem.<\/li>\n<li>I <strong>Physical Volume (PV)<\/strong> rappresentano i dispositivi fisici.<\/li>\n<li>I <strong>Volume Group (VG)<\/strong> aggregano lo spazio disponibile.<\/li>\n<li>I <strong>Logical Volume (LV)<\/strong> vengono utilizzati per creare i filesystem.<\/li>\n<li>LVM semplifica l&#8217;espansione dello storage, il ridimensionamento dei volumi e la creazione di snapshot.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>\ud83d\udcda Riepilogo della lezione<\/h2>\n<p>In questa lezione hai acquisito le conoscenze fondamentali per progettare il layout di un disco destinato a un sistema Linux. Hai scoperto come organizzare i principali filesystem, comprendere il ruolo della memoria di swap e pianificare il partizionamento in funzione dell&#8217;utilizzo previsto del sistema.<\/p>\n<p>Hai inoltre approfondito le differenze tra i sistemi BIOS Legacy e UEFI, il ruolo della EFI System Partition (ESP) e i principi di base del Logical Volume Management (LVM), una tecnologia che permette di gestire lo spazio di archiviazione in modo molto pi\u00f9 flessibile rispetto al partizionamento tradizionale.<\/p>\n<h3>Concetti principali<\/h3>\n<ul>\n<li>Hai compreso il ruolo dei principali filesystem Linux, tra cui <code>\/<\/code>, <code>\/boot<\/code>, <code>\/home<\/code> e <code>\/var<\/code>.<\/li>\n<li>Hai imparato il funzionamento della <strong>EFI System Partition (ESP)<\/strong> nei sistemi UEFI.<\/li>\n<li>Hai compreso lo scopo della memoria <strong>swap<\/strong> e le principali linee guida per il suo dimensionamento.<\/li>\n<li>Hai scoperto i vantaggi della separazione dei filesystem su partizioni dedicate.<\/li>\n<li>Hai imparato a progettare il layout del disco in base al ruolo del sistema (desktop, server, file server o database server).<\/li>\n<li>Hai approfondito le differenze tra BIOS Legacy e UEFI nella progettazione del disco.<\/li>\n<li>Hai conosciuto l&#8217;architettura di <strong>LVM<\/strong>, comprendendo il ruolo di <strong>Physical Volume (PV)<\/strong>, <strong>Volume Group (VG)<\/strong> e <strong>Logical Volume (LV)<\/strong>.<\/li>\n<li>Hai scoperto i principali vantaggi di LVM, come scalabilit\u00e0, ridimensionamento dinamico e snapshot.<\/li>\n<\/ul>\n<blockquote>\n<p><strong>\ud83c\udfaf Obiettivo raggiunto<\/strong> Al termine di questa lezione sei in grado di progettare un layout del disco adatto a differenti scenari di utilizzo, scegliere le principali partizioni necessarie per un sistema Linux moderno e comprendere le basi del Logical Volume Management.<\/p>\n<\/blockquote>\n<h3>Comandi e concetti da ricordare<\/h3>\n<table>\n<thead>\n<tr>\n<th>Comando \/ Concetto<\/th>\n<th>Descrizione<\/th>\n<\/tr>\n<\/thead>\n<tbody>\n<tr>\n<td><code>\/<\/code><\/td>\n<td>Filesystem radice contenente l&#8217;intera struttura del sistema.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><code>\/boot<\/code><\/td>\n<td>Directory contenente kernel, initramfs e bootloader.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><code>\/home<\/code><\/td>\n<td>Directory contenente i dati personali degli utenti.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><code>\/var<\/code><\/td>\n<td>Filesystem dedicato a log, cache e dati variabili.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>ESP<\/td>\n<td>EFI System Partition utilizzata dai sistemi UEFI.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Swap<\/td>\n<td>Area di memoria virtuale utilizzata quando la RAM \u00e8 insufficiente.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>PV (Physical Volume)<\/td>\n<td>Dispositivo fisico gestito da LVM.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>VG (Volume Group)<\/td>\n<td>Gruppo di uno o pi\u00f9 Physical Volume.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>LV (Logical Volume)<\/td>\n<td>Volume logico sul quale viene creato il filesystem.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<blockquote>\n<p><strong>\ud83d\udca1 Preparazione all&#8217;esame LPIC-1<\/strong> Prima di proseguire assicurati di conoscere la funzione dei principali filesystem Linux, le differenze tra BIOS Legacy e UEFI, il ruolo della partizione EFI e della memoria swap e l&#8217;architettura di base di LVM (PV, VG e LV). Questi argomenti compaiono frequentemente nelle domande della certificazione LPIC-1 Exam 101.<\/p>\n<\/blockquote>\n<hr \/>\n<h2>\u27a1\ufe0f Prossima lezione<\/h2>\n<p>Nella prossima lezione (<strong>102.2 Installare un boot manager<\/strong>) approfondirai il funzionamento del bootloader <strong>GRUB 2<\/strong>, imparando come viene installato, configurato e utilizzato per avviare Linux e altri sistemi operativi. Comprenderai inoltre come gestire la configurazione del bootloader e risolvere i principali problemi legati all&#8217;avvio del sistema.<\/p>\n","protected":false},"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","class_list":["post-3626","lesson","type-lesson","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"uagb_featured_image_src":[],"uagb_author_info":{"display_name":"Rootmail Academy","author_link":"https:\/\/rootmail.it\/en\/author\/"},"uagb_comment_info":0,"uagb_excerpt":"102.1 Progettare il layout del disco rigido Prima di installare un sistema Linux \u00e8 fondamentale pianificare correttamente l&#8217;organizzazione del disco. Una progettazione accurata del layout delle partizioni consente di realizzare sistemi pi\u00f9 sicuri, performanti e semplici da amministrare, oltre a facilitare future operazioni di manutenzione, aggiornamento e recupero dei dati. 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